Cellule staminali, la nuova cura per l’artrosi

Anche il quotidiano La Sicilia parla di noi. Vi riportiamo l’articolo pubblicato, a cura di Giovanna Genovese

L’artrosi comincia quando si inizia a deteriorare la cartilagine. La riparazione dei tessuti, e quindi anche della cartilagine, avviene tramite l’azione dei fattori di crescita contenuti nelle cellule staminali del nostro organismo. La cura per l’artrosi un tempo consisteva nel riposo articolare, nella fisioterapia , nell’utilizzo di antinfiammatori, di cortisone e di acido ialuronico; 10 anni fa si cominciò a usare il plasma arricchito dei fattori di crescita delle piastrine, ma la novità che ha fatto voltare pagina è rappresentata dalle staminali \ mesenchimali contenute nei periciti del grasso periombelicale e nel sangue midollare estratto dalla cresta iliaca. Sul tema la Reumatologia catanese sotto la guida del dott. Giovanni D’Avola è caposcuola nazionale poiché da un decennio ha, prima sviluppato e messo a punto l’uso dei fattori di crescita dal prp e, in un secondo tempo ha attuato il trapianto autologo mesenchimali estratte dagli adipociti o dal sangue midollare da cresta iliaca dello stesso paziente che pertanto nel contempo diventa donatore e ricevente delle staminali.
«La tecnica – spiega il dott. D’Avola – è semplicissima. Dopo il prelievo degli adipociti dal grasso sottocutaneo periombelicale o del sangue midollare dalla cresta iliaca da cui vengono selezionate le cellule staminali\mesenchimali, si procede alla loro infiltrazione ecoguidata in ginocchio, femore, spalla o caviglia mal ridotte dall’artrosi o all’osteoartrite».

«E’ una metodica – aggiunge il reumatologo – che consente di accedere in tutte le articolazioni in sicurezza rispettando le variabili anatomiche del paziente, visualizzando e seguendo direttamente l’infiltrazione sul monitor ecografico evitando quindi la vicinanza con vasi o altre strutture anatomiche».

«La nostra intuizione – commenta D’Avola – ci ha portato lontano. Da anni crediamo nella potenzialità dei fattori di crescita per rallentare il processo artrosico o tendinosico in quanto le staminali e le mesenchimali prelevate dal grasso sottocutaneo periombelicale o dalla cresta iliaca vengono reinnestate nelle aree danneggiate dello stesso paziente e si comportano come i muratori che riparano e sostituiscono i mattoncini mal ridotti da una parete usurata dal tempo. Nella cartilagine e nei tendini, le staminali infatti ricreano l’ambiente ideale per stimolare la riparazione del tessuto danneggiato. E’ una terapia naturale che produce ottimi risultati, contribuisce a rallentare l’evoluzione dell’artrosi determinando anche una diminuizione del dolore e di conseguenza la ripresa della funzionalità articolare soprattutto nei pazienti con artrosi precoce o con stadi medio gravi di perdita di cartilagine. E – cosa da non sottovalutare – in alcuni casi è in grado di rinviare l’intervento di protesizzazione articolare».

GIOVANNA GENOVESE



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