Osteomielite

L’osteomielite è un processo infiammatorio causato da germi che per via diretta (trauma esposto) o per contiguità (da tessuti adiacenti) o per via ematica raggiungono l’osso.

Esistono due forme una acuta e una cronica.

  1. La forma acuta non-ematogena.

  2. La forma acuta ematogena (età pediatrica, poco comune nell’adulto). Nel bambino, nel 50% dei casi è secondaria ad una infezione stafilococcica della cute. Predilige le metafisi delle ossa lunghe, dove la ricca vascolarizzazione favorisce l’impianto e la proliferazione di batteri.

  3. L’osteomielite cronica quando il processo persiste oltre sei-otto settimane

2. Fattori predisponenti

  1. Traumi esposti con contemporanea mortificazione dei tessuti molli

  2. Interventi chirurgici

  3. Diminuzione delle difese organiche ( anemia, talassemia, diabete, etc)

3. Quadro clinico

La sede colpita è molto dolente con notevole impotenza funzionale e spesso si associano sintomi generali come la febbre.

Una diagnosi e un trattamento precoci sono essenziali: un ritardo di 2 – 3 giorni dall’esordio riduce significativamente l’efficacia della terapia ed aumenta le possibilità di cronicizzazione.

4. Diagnosi

a. Esami primo livello

  • Esami di laboratorio: leucocitosi, aumento della VES, emocoltura positiva nel 50% circa dei casi.

  • Esame radiografico: generalmente negativa nei primi 10-21 giorni.

b. Esami di secondo livello

  • Scintigrafia trifasica con 99mTc-MDP: Il quadro scintigrafico è caratterizzato da:

  1. iperattività in fase di perfusione e di “pool ematico” (espressione dello stato flogistico) interessante l’osso e i tessuti molli circostanti;

  2. netta iperconcentrazione del radiofarmaco nella fase tardiva, generalmente interessante un’area più estesa rispetto alla lesione radiologica perchè dovuta alla reazione ossea perifocale e all’iperafflusso ematico. L’indagine é positiva già 24-48 ore dopo l’inizio della sintomatologia e resta tale anche fino ad alcuni mesi dopo la risoluzione clinica.

Nei casi in cui la scintigrafia scheletrica trifasica risulti non conclusiva, in un paziente con un quadro clinico suggestivo per osteomielite, possono essere usati con successo altri radiofarmaci quali il 67Gallio, i leucociti marcati e gli anticorpi antigranulociti marcati.

  • La Risonanza Magnetica Nucleare ha il vantaggio di un miglior potere risolutivo delle immagini e meglio evidenzia il coinvolgimento dei tessuti molli.

  • La biopsia percutanea associata all’esame microbiologico è la tecnica più idonea per una corretta diagnosi.

5. Terapia

a. Trattamento antibiotico

  • Staphylococcus aureus amoxicillina-acido clavulanico (V/A)

  • Gram-negativi cefotaxime, piperacillina e clindamicina (V/A).

Il 5% dei pazienti non risponde alla terapia ed è indicata il trattamento chirurgico.

La durata del trattamento antibiotico è in media da 4 a 8 settimane per via sistemica, seguita da un trattamento per via orale di 3 settimane.

b. Detersione dei tessuti necrotici.

c. Ossigenoterapia iperbarica è letale per gli anaerobi obbligati ed agisce invece indirettamente sugli anaerobi facoltativi e sugli aerobi ripristinando una pO2 tissutale che favorisce la ripresa dell’attività dei fagociti (V/B).



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