Cura dell’Osteoporosi – Safety renale e impatto sul metabolismo dell’osso con l’uso di Aclasta

L’acido zoledronico a 5mg, in infusione annuale, è l’ultima proposta in materia di terapia per l’osteoporosi. Noi abbiamo voluto, con questo studio ossevazionale, valutare l’impatto di questa terapia<!–more–>rispetto alla safety renale e al metabolismo dell’osso, due potenziali situazioni critiche relative al suo uso.

Materiale e metodo. Abbiamo valutato, prima della infusione, la calcemia, la creatinina, la clearance della creatinina, la fosfatasi alcalina, l’osteocalcina; abbiamo ripetuto, poi, le stesse indagini ad un mese. Tutte le pazienti assumevano la supplementazione di calcio e vitamina D, ad 1000 mg e 800 UI al giorno.

Abbiamo seguito 47 pazienti, tutte donne, età media 72,82 anni, la più giovane 57 anni, la più anziana 88; la media della calcemia al basale è stata 9,06, ad un mese 8,94, nessuna paziente ha denunciato disturbi che potessero far pensare ad una ipocalcemia nell’immediato post-infusione. La media della creatinina al basale era di 0,78, ad un mese 0,79; la media della clearance della creatinina al basale era di 84,18, ad un mese 79,69; la media della fosfatasi alcalina al basale era di 184,72, ad un mese 158,98. In 32 pazienti e` stata valutata l’osteocalcina, che al basale era di 19,7, ad un mese 16,9.

Dai dati emersi risulta come l’acido zoledronico non determini alcun problema a livello renale e non provochi alcuna contrazione del metabolismo dell’osso, valutato attraverso l’andamento di un marker di riapposizione, come l’osteocalcina.

<strong>A cura di</strong>: <em>Reda Alfonso UO Fkt Distretto Sanitario Rogliano ASP (Cosenza), Bartoletti Gabriella Clinica Villa Igea S. Fili (Cosenza), D’Avola Giovanni Servizio di Reumatologia AUSL 3 (Catania)</em>



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