I Siciliani e l’osteoporosi:la vera sfida per la Regione è risparmiare, puntando a soluzioni terapeutiche di qualità

[…] Ma per le patologie croniche è possibile avvalersi di innovative terapie che assicurano la compliance e che costano addirittura meno dei generici.

La forte attenzione alla spesa sanitaria pubblica impone alle Amministrazioni di dare priorità al risparmio, ma per le patologie croniche è possibile avvalersi di innovative terapie che assicurano la compliance e che costano addirittura meno dei generici.

Ogni anno la regione Sicilia si prende carico della terapia di un esercito di quasi 70.000 pazienti affetti da osteoporosi; e sono ben 7.000 le persone che annualmente incorrono in una frattura al femore, in maggior misura dopo i  70 anni. Il 5% dei pazienti fratturati muore nella fase acuta, mentre il 15-20% va incontro a decesso entro un anno dalla frattura. Un paziente su quattro va presto incontro ad una seconda frattura.

Questi eventi sono traumatici per il paziente che spesso passa in un solo giorno da una condizione di buona salute ad uno stato di totale dipendenza. Ma in tempi in cui si pone grande attenzione alla spesa pubblica, va considerato che l’impatto di queste patologie croniche si riflette anche sui costi per il Servizio sanitario siciliano in termini di costi sia per la farmacoterapia sia per l’ospedalizzazione dei pazienti.

Se n’è parlato lo scorso 26 novembre a Roma al congresso organizzato da Federsanità “Un modello pubblico/privato per l’assistenza dei pazienti cronici. Modalità innovative nella gestione dell’osteoporosi”.

Con 70.000 pazienti trattati per l’osteoporosi, nel 2007 la Sicilia solo per la spesa farmaceutica ha messo a budget 26 milioni di euro (382 euro all’anno per paziente). Cifra che inequivocabilmente è destinata ad aumentare, a causa dell’innalzamento dell’età media della popolazione.

In collaborazione con un team di professionisti, guidato dal Prof. Fabio Pammolla, Economista dell’Università di Firenze, Giovanni D’Avola, responsabile del Dipartimento di Reumatologia, pressi l’AUSL 3 di Catania, intervenuto al convegno di Federsanità “ha presentato uno studio di valutazione che ha messo a confronto per le principali regioni italiane il rapporto costo-efficacia delle correnti opzioni terapeutiche per l’osteoporosi, tra cui i generici.

Lo studio, che ha valutato quante persone si curano, con quali modalità e l’efficacia dei farmaci nella vita reale, illustra che sono disponibili terapie innovative con modalità  di somministrazione di una sola volta all’anno in ospedale, che consentirebbero un risparmio di circa un terzo della spesa media, considerando sia la spesa farmaceutica sia la degenza ospedaliera; queste soluzioni che consentono un risparmio del 10% addirittura rispetto ai generici assicurano ai pazienti una qualità di trattamento identica se non migliore.

“La vera sfida oggi è risparmiare, puntando soluzioni terapeutiche di qualità – conclude il Prof. D’Avola -. Al di là dell’aspetto puramente economico la modalità di un’unica somministrazione all’anno è ad oggi l’unica che permette un’adeguata aderenza alla terapia da parte dei nostri pazienti. Sarebbe auspicabile che la nostra Amministrazione potesse ampliare il numero di centri ospedalieri per la somministrazione di questa nuova tipologia di farmaci; a beneficio in prima istanza dei pazienti, ma anche delle casse dello Stato”.



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