Lesioni alla spalla

La spalla è una articolazione particolarmente complessa: è costituita da 5 diverse articolazioni delle quali, la principale, è l’articolazione scapolo-omerale o gleno-omerale che mette in comunicazione la testa dell’omero con la cavità glenoidea della scapola. Questo complesso sistema che potemmo definire da sinergie poliarticolari rende la spalla una delle articolazioni più mobili del corpo umanoe le consente movimenti molto complessi.

All’articolazione della spalla concorrono numerose strutture anatomiche stabilizzatrici: muscoli, tendini e legamenti che costituiscono la cuffia dei rotatori. La complessità di questa struttura in cui c’è una forte prevalenza di componenti capsulo muscolo tendinee si paga nel tempo con la possibilità che vada incontro a fenomeni degenerativi che ne alterano struttura e funzione.

Oggi è ritenuto un dato scontato che in realtà il dolore alla spalla è il sintomo di una serie di patologie che possono colpire questa complessa articolazione. Tra tutte queste malattie i processi degenerativi eo l’infiammazione dei tendini e dei legamenti sono senza dubbio le cause più frequenti in considerazione che ad un determinato momento nell’arco della vita , di solito in età medioavanzata, i tendini, i legamenti e la cartilagine , che sono soggetti a vulnerabilità di vario genere, prima tra tutte i traumi e microtraumi dovuti all’attività sportiva o lavorativa , ma anche gli insulti traumatici accumulati nella vita quotidiana pregressa, “ presentano un conto salato “ rappresentato proprio dalla degenerazione articolare , cartilaginea capsulare e tendinea , che sfocia in una limitazione funzionale e nel dolore. Infatti le lesioni all’apparato tendineo e legamentoso della spalla si associano ad una lesione della cartilagine dell’articolazione stessa, soprattutto in caso di ritardato intervento terapeutico o quando i danni sono dovuti ad un eccessivo uso dell’articolazione stessa.

Questo conferma che la spalla è una articolazione particolarmente complessa non solo per i molteplici aspetti funzionali ma anche per le complicanze che possono riflettersi su tutte le altre strutture anche quando il danno iniziale ha interessato soltanto una delle strutture dell’articolazione stessa. La riduzione della rima articolare è il primo segno di danneggiamento cartilagineo e può consentire di fare diagnosi di artrosi iniziale ; successivamente si osservano gli altri sintomi radiologici non sempre evidenti , quali deformazione di capi articolari legata ad esempio ad erosione di cartilagine articolare con la sclerosi susseguente dell’osso subcondrale, e la comparsa di geodi ed osteofiti.

L’obiettivo della viscosupplementazione è quello di contribuire alla lubrificazione articolare, , ammortizzare la trasmissione del carico articolare, conferire al liquido sinoviale proprietà antinocicettive ed antinfiammatorie attraverso un effetto scavenger sui radicali liberi. Ed ancora la modulazione dell’attività fagocitosica e della chemiotassi, la stimolazione dell’attività anabolica condrocitaria, e la stimolazione della produzione di Ac Ialuronico dai sinoviociti.

Sulla base delle evidenze positive maturate in tema di viscosupplementazione di altre articolazioni, ginocchio in primo luogo , ho condotto uno studio per valutare l’effetto sul dolore e sulla disabilità articolare di un trattamento intraarticolare ( di spalla ) con acido ialuronico 1,6% 2ml in confronto a naprossene in pazienti affetti da artrosi di spalla di grado moderato.

I risultati sono stati molto soddisfacenti in quanto i pazienti trattati con acido ialuronico , 3 infiltrazioni eseguite in 25 giorni con somministrazione sfalsata nel tempo, hanno avuto una riduzione considerevole del dolore ed un miglioramento della funzionalità articolare notevole rispetto ai pazienti trattati con naprossene. Il lavoro nelle sua articolazione sarà oggetto di una prossima pubblicazione e conferma la validità del trattamento che ha peraltro privilegiando un acido ialuronico alla concentrazione di 1,6% e con un peso molecolare di 0,8-1,2 x 10(alla6°) dalton che oggi è considerato dalla letteratura internazionale ideale come PM per la stimolazione biologica della membrana sinoviale alla produzione di Ac Ialuronico endogeno.



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