Un estratto di piastrine per combattere l’artrosi

Le piastrine che circolano nel nostro torrente sanguigno posseggono svariati fattori di crescita che stimolano la riparazione dei tessuti. Fino a ieri il trattamento delle artrosi consisteva nel riposo articolare, nell’uso di tutori immobilizzanti, nell’applicazioni di fisioterapia o nell’utilizzo di antinfiammatori o di infiltrazioni di cortisone intrarticolare. Due reumatologi catanesi hanno messo a punto una nuova, semplice, affidabile e innovativa procedura di iniezione intra-articolare ecoguidata di gel arricchito di piastrine confermando la intuizione loro e della cordata di altri ricercatori italiani che operano in questo senso, ovvero che la infiltrazione intrarticolare dei fattori di crescita estratti dalle piastrine del proprio stesso sangue protegge la cartilagine, l’aiuta a ricrescere ed a riprendere le sue attività fisiologiche. Questa è l’arma naturale contro l’artrosi, quasi l’uovo di colombo. Ma cos’è l’artrosi: è una malattia cronica evolutiva caratterizzata da un processo degenerativo e di distruzione delle cartilagini che rivestono i capi ossei articolari e che vanno incontro a fenomeni di usura. Ciò determina la diminuzione dello spazio articolare e la conseguenza di quadri clinici variabilmente dominati da un corteo di sintomi che vanno dal dolore e dalla rigidità iniziale per arrivare in fase avanzata alla deformità e all’ impotenza funzionale della articolazione colpita. L’artrosi del ginocchio, dell’anca e della base del pollice della mano denominata rizoartrosi rappresentano le maggiori manifestazioni artrosiche del corpo umano.
È un’arma naturale:
l’infiltrazione
intrarticolare ecoguidata
protegge la cartilagine,
l’aiuta a ricrescere e quindi
a riprendere le proprie
attività fisiologiche
«Tutti sottoponiamo i capi articolari delle anche, delle ginocchia e delle dita delle mani alle stesse sollecitazioni durante le attività di vita quotidiana, ma i pazienti in sovrappeso, le donne e chi si sottopone a lavori usuranti -, sottolinea il reumatologo catanese dott. Giovanni D’Avola – hanno una condizione di rischio maggiore. Questo spiegherebbe perché questa malattia oltre i pazienti obesi, colpisce soprattutto le donne di età compresa tra i 50 e i 70 anni, fascia di età che comprende donne in età attiva nel lavoro di casa o nel lavoro esterno con dolorosi risvolti sul piano della economia domestica e lavorativa»
Le teorie sulla genesi della artrosi sono svariate, ma la predisposizione genetica, gli sforzi ripetuti e l’eccessivo carico di queste articolazioni sono tra le teorie più accreditate. L’esordio dell’artrosi del ginocchio e dell’ anca è spesso insidioso: senso di peso o impaccio nel salire o scendere le scale o difficoltà a effettuare passeggiate prolungate, mentre per la rizoartrosi dolore alla base del pollice che talvolta si estende al polso. Nelle fasi iniziali il paziente cerca il reumatologo o perché soffre per il dolore scatenato solo da alcuni movimenti oppure lo cerca perché ha dolore crescente e difficoltà nello svolgere attività della vita di ogni giorno. Invece nelle fasi più avanzate il dolore è spontaneo e costante ed è associato a crepitio o fine scroscìo delle articolazioni coinvolte e che porterà il paziente all’ incapacità a svolgere gli atti normali della vita quotidiana. Questa tecnica quanto mai semplice e naturale ha prodotto risultati di indiscutibile efficacia determinando una diminuizione del dolore e la ripresa della funzionalità articolare soprattutto nei pazienti con artrosi precoce o con stadi medio gravi di perdita di cartilagine, risultati di gran lunga migliorativi rispetto alla classica infiltrazione di cortisone, oggi da ritenere superata se non limitata solo a momenti di notevole infiammazione e versamento articolare – sinovite-. La nuova metodica infiltrativa per la cura dell’artrosi, tecnicamente originale, è stata oggetto di una presentazione in forma di un corso di formazione e di una pubblicazione tenuta dal dott. D’Avola e dal dott. Tropea i quali hanno partecipato al Congresso nazionale della Società di Reumatologia svoltosi di recente a Milano affermando che «l’uso delle infiltrazioni intrarticolari di piastrine al pari delle cellule staminali e mesenchimali contribuisce al ripristino della cartilagine articolare.


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